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Il bio

Il bio, spiegato bene.

Cosa usiamo in salone, come lavora davvero un colore vegetale e come si trattano i capelli a casa senza vanificare il lavoro.

Cosa vuol dire bio da noi

Quattro scelte, sempre le stesse.

Bio non è una parola sull'insegna. È un elenco di cose che facciamo e di cose che abbiamo smesso di fare venticinque anni fa.

  • 01

    Pigmenti di origine vegetale

    Il colore nasce da polveri ed estratti di piante. Il pigmento si deposita intorno alla fibra invece di forzarla: il capello resta pieno al tatto e il riflesso cambia con la luce.

  • 02

    Formule senza ammoniaca

    Niente agenti alcalini aggressivi che spalancano la cuticola. Il colore entra più lentamente, dura in modo più naturale e non lascia quell'odore che resta addosso per giorni.

  • 03

    Niente siliconi

    Il silicone dà morbidezza immediata, ma è un film che resta sopra e nasconde lo stato reale del capello. Noi lavoriamo sulla struttura, non sull'effetto ottico.

  • 04

    Dosaggi preparati al momento

    Ogni miscela si prepara davanti a te, sulla base di lunghezza, porosità e percentuale di capelli bianchi. Meno prodotto avanzato, meno scarto nello scarico.

Come funziona

Un colore vegetale, passo per passo.

Dura più di una tinta industriale e non si improvvisa. È esattamente il motivo per cui funziona.

Applicazione del colore vegetale
  1. 01

    Diagnosi del capello

    Porosità, densità, elasticità e storia chimica: decolorazioni, permanenti, tinte fatte a casa. Non esistono due teste con la stessa formula.

  2. 02

    Test cutaneo

    Naturale non vuol dire ipoallergenico. Alla prima applicazione facciamo un test dietro l'orecchio 48 ore prima, soprattutto se hai già avuto reazioni a tinte, henné o pollini.

  3. 03

    Miscela fresca

    Polveri e acqua calda, mescolate al momento fino a una pasta densa. Si usa subito, finché è attiva: non si conserva da una seduta all'altra.

  4. 04

    Posa con calore

    Il pigmento vegetale lavora con tempo e temperatura. Dai 30 ai 60 minuti secondo l'intensità che cerchiamo e la resistenza del capello.

  5. 05

    Risciacquo e chiusura acida

    Risciacquo lungo senza shampoo sgrassante, poi una chiusura acida che compatta la cuticola e fissa il tono. È il passaggio che quasi tutti saltano.

Aspettative

Cosa aspettarsi, senza illusioni.

  • Il vegetale non schiarisce

    Il pigmento si aggiunge, non toglie. Per andare più chiari serve una schiaritura: la facciamo con tecniche mirate come il balayage, tenendo il prodotto lontano dalla cute.

  • Il colore si costruisce

    Le prime due o tre applicazioni depositano pigmento negli spazi vuoti della fibra. Il risultato migliora seduta dopo seduta invece di scaricarsi.

  • I bianchi diventano riflesso

    Sul capello bianco il vegetale dà una velatura luminosa, spesso più chiara del resto. Con applicazioni ravvicinate la copertura si uniforma e sparisce l'effetto ricrescita netta.

  • Il tono si assesta in 48 ore

    Rame, cenere e cioccolato continuano a ossidare dopo il salone. Il giudizio vero sul colore si dà il terzo giorno, con la luce del sole.

Dopo il servizio

I primi tre giorni.

Il colore vegetale continua a fissarsi anche fuori dal salone. Quello che fai in questi tre giorni decide quanto durerà.

  • 48 ore

    Nessuno shampoo. Se proprio devi, solo acqua e un risciacquo veloce.

  • Acqua tiepida

    Il calore riapre la cuticola e porta via pigmento a ogni lavaggio.

  • Niente mare o piscina

    Cloro e salsedine sono i primi nemici di un riflesso vegetale.

  • Sole

    Cappello o spray protettivo: la luce ossida i rami e spegne i freddi.

A casa

Come si usano i prodotti bio.

Le formule senza siliconi e con pochi tensioattivi si comportano in modo diverso. Usate come uno shampoo da supermercato deludono, usate bene fanno un altro lavoro.

  • 01

    Meno prodotto di quanto pensi

    Una noce di shampoo basta per capelli medi. Le formule bio fanno meno schiuma perché hanno meno tensioattivi: la schiuma non è mai stata un indice di pulizia.

  • 02

    Emulsiona prima di applicare

    Diluisci lo shampoo tra le mani bagnate finché diventa cremoso. Versato puro sulla testa si distribuisce male e ne serve il doppio.

  • 03

    Lava la cute, non le lunghezze

    Lo shampoo serve alla cute. Le lunghezze si puliscono da sole con l'acqua saponata che scende durante il risciacquo, senza stressarle.

  • 04

    Due passaggi, il primo corto

    Se usi molto styling: un primo shampoo rapido che scioglie, un secondo lasciato 60 secondi che pulisce davvero. Meglio due gesti leggeri di uno aggressivo.

  • 05

    Balsamo solo da metà in giù

    Dalle orecchie in giù, distribuito con le mani e poi con un pettine a denti larghi. Sulla cute appesantisce e sporca prima.

  • 06

    Rispetta i tempi di posa

    Una maschera vegetale lavora in 5 o 10 minuti veri. Trenta secondi sotto il getto sono soldi buttati: usa quel tempo per lavarti il viso.

  • 07

    Olio sul capello umido

    Due gocce scaldate tra i palmi, sulle lunghezze ancora umide e mai sulla cute. Sull'asciutto resta in superficie e unge invece di penetrare.

  • 08

    Calore sotto controllo

    Phon a media temperatura, a venti centimetri, con un termoprotettore. Una piastra usata ogni giorno annulla qualsiasi trattamento fatto in salone.

Il periodo di transizione

Se arrivi da prodotti con siliconi, per due o tre settimane i capelli sembreranno meno lisci e più "veri". Non è il prodotto bio che non funziona: è il film siliconico che se ne va e lascia vedere la fibra reale. Dopo qualche lavaggio la sensazione cambia e resta.

L'acqua di Roma

L'acqua romana è molto calcarea. Il calcare si deposita sulla fibra, opacizza il colore e rende i capelli ruvidi. Un risciacquo finale con acqua fredda aiuta, un trattamento chelante ogni tanto in salone rimuove il deposito accumulato. Se puoi, un filtro sul soffione fa più di tante maschere.

Etichette

Leggere un INCI in trenta secondi.

L'INCI è l'elenco ingredienti obbligatorio su ogni cosmetico. Saperlo leggere è il modo più veloce per capire cosa stai comprando davvero.

  • L'ordine conta

    Gli ingredienti sono elencati per quantità decrescente. I primi cinque sono quasi tutto il prodotto, quello che sta in fondo è spesso presente in tracce.

  • Riconoscere i siliconi

    Finiscono quasi sempre in -cone, -conol o -xane: dimethicone, amodimethicone, cyclopentasiloxane. Danno scivolosità immediata, si accumulano nel tempo.

  • Tensioattivi: non sono uguali

    Sodium Lauryl Sulfate e Sodium Laureth Sulfate in cima alla lista lavano molto e seccano. Più gentili: coco-glucoside, cocamidopropyl betaine, sodium cocoyl isethionate.

  • Alcol buono e alcol cattivo

    Alcohol denat tra i primi posti asciuga. Cetyl, cetearyl e stearyl alcohol sono invece alcoli grassi: ammorbidiscono e danno corpo alle creme.

  • Naturale non è una certificazione

    Le parole naturale e green non sono regolamentate. Le certificazioni vere hanno un ente e un codice sull'etichetta, per esempio COSMOS, Ecocert o ICEA. Un INCI leggibile vale più di una foglia disegnata sulla confezione.

Su misura

Il bio secondo il tuo capello.

  • Capello fine

    Poco prodotto, maschera solo sulle punte, risciacquo abbondante. Il volume si costruisce alla radice con aria fredda e testa in giù, non con creme pesanti.

  • Riccio e mosso

    Meno lavaggi e più idratazione. Balsamo generoso, districare solo con le dita sul bagnato e prodotto applicato su capello gocciolante per definire senza crespo.

  • Colorato con vegetale

    Shampoo delicati a pH acido, niente chelanti settimanali, una maschera nutriente a settimana. Il pigmento vegetale ama l'acqua fredda e gli intervalli lunghi tra i lavaggi.

  • Decolorato o trattato in passato

    Prima si ricostruisce, poi si colora. Su una fibra porosa il vegetale entra troppo in fretta e vira scuro: serve una preparazione e a volte una prova su ciocca.

  • Cute sensibile o con desquamazione

    Profumazioni ridotte, massaggio con i polpastrelli e mai con le unghie, risciacquo lungo. La cute è pelle: si tratta con la stessa delicatezza del viso.

  • Capelli bianchi

    Il vegetale su capello bianco dà luce e riflesso, non una copertura piatta. Applicazioni più ravvicinate all'inizio, poi si trova il ritmo giusto insieme.

Domande

Le domande che ci fate più spesso.

Il colore vegetale copre i capelli bianchi?

Sì, ma in modo diverso da una tinta chimica. Il bianco prende un tono più chiaro e luminoso che crea un effetto riflesso invece di un blocco uniforme. Con due o tre applicazioni ravvicinate la copertura diventa piena.

Quanto dura?

In media da quattro a sei settimane, con un calo graduale e senza la riga netta della ricrescita. Dipende molto da quanto spesso lavi i capelli e da che temperatura usi.

Posso farlo se ho già una tinta chimica?

Nella maggior parte dei casi sì, ma serve una valutazione in salone e a volte una prova su una ciocca nascosta. Su capelli decolorati o con permanenti recenti il risultato può virare, per questo non lavoriamo mai al buio.

Il vegetale può schiarire?

No. Nessun pigmento vegetale toglie colore. Per andare più chiari serve una schiaritura tecnica, che facciamo con applicazioni mirate lontane dalla cute e con una ricostruzione dopo.

Serve davvero il test allergico?

Sì, alla prima volta. Naturale non significa privo di allergeni: henné, indigo e alcune piante possono dare reazioni. Il test si fa dietro l'orecchio 48 ore prima ed è veloce.

In gravidanza si può fare?

Molte clienti scelgono il vegetale proprio in gravidanza per l'assenza di ammoniaca e l'odore ridotto. Resta una scelta da confermare con il tuo medico, e lo diciamo senza giri di parole.

Che odore ha?

Un odore vegetale, di erba e terra bagnata, che nei giorni successivi si sente ancora quando i capelli si bagnano. Molto lontano dall'odore pungente di una tinta tradizionale.

Devo comprare per forza prodotti da salone?

No. Ti diciamo cosa cercare in un INCI e cosa evitare: puoi trovare buoni prodotti anche altrove. Quello che chiediamo è coerenza, perché uno shampoo aggressivo cancella in un mese il lavoro fatto in salone.

Il primo passo

Partiamo da una diagnosi.

Prima di qualsiasi servizio guardiamo il capello, la cute e la sua storia. Da lì decidiamo insieme cosa ha senso fare, anche quando la risposta è aspettare.